domenica 29 maggio 2022

 Periodo estivo


Sarò assente nelle seguenti settimane:

8-12 agosto

22-26 agosto


Mi sostituirà la dott.ssa Maria Michelotti, medico di famiglia a Vimodrone, con studio in via XV Martiri 2 (quartiere Mediolanum).

Per contattare la collega, telefonare al numero: 

337 362 203 (9 cifre) dalle 9.00 alle 12.00.


La collega riceve su appuntamento tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 19.00.




domenica 27 marzo 2022

 I medici di Medicina Generale lombardi hanno manifestato in piazza


Ieri per chi fa il mio mestiere è stata una bella giornata: in circa 500 colleghi (mi sono occupato personalmente di raccogliere le adesioni) ci siamo ritrovati in piazza Duca d'Aosta a Milano a manifestare contro la scarsa considerazione delle istituzioni verso il nostro lavoro, sempre più falcidiato da compiti amministrativo-burocratici; a mettere in guardia i cittadini contro gli effetti della carenza di Medici di Famiglia; nel tentativo disperato di difendere il nostro Servizio Sanitario Nazionale ancora forse per poco pubblico e bellissimo.

In questi due anni di pandemia, mentre svariati reparti ospedalieri chiudevano, io, come la maggioranza dei Medici di Famiglia, ho fatto del mio meglio per curare i molti pazienti affetti da Covid-19, senza per questo abbandonare i pazienti cronici, gli oncologici, i pazienti con problematiche acute. Ho tentato di sopperire anche alla chiusura di molteplici uffici pubblici (ATS, INAIL, INPS) e su molti aspetti ho dovuto fare le veci di dipartimenti di igiene e sanità pubblica inadeguati e inadempienti. Ho accettato di ampliare la reperibilità telefonica. A fronte di questo maggior impegno, io e i miei colleghi non abbiamo chiesto un maggior riconoscimento economico, ma nemmeno ci aspettavamo di venire definiti: "inefficienti", "irreperibili", "inaffidabili", "individualisti", "inappropriati"... in sostanza nullafacenti! (parole di Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare).

Nel contempo, il carico burocratico, già pressante prima della pandemia, è diventato un fardello insopportabile e alienante che interferisce e sottrae tempo ed energie alla cura del paziente. A questo proposito è utile ricordare che l'approccio della Medicina Generale è diverso da quello specialistico, essendo caratterizzato da una visione di insieme, da un approccio fondato sulla prevenzione, dalla conoscenza del paziente, da un rapporto di fiducia che si coltiva giorno per giorno... Un Medico di Famiglia vivace può fare una grande differenza nella salute dei suoi pazienti e come concludeva un importante studio scientifico di qualche anno fa può essere il medico che ti salva la vita. Al contrario, un medico logorato può fare grossi danni.

La famigerata affermazione pronunciata il 24 agosto 2019 da Giancarlo Giorgetti: "nei prossimi cinque anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base? senza offesa per i professionisti qui presenti. Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha meno di 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito" non era un'arrogante fanfaronata di un incompetente, ma un esplicito, deciso e consapevole attacco alla Medicina Generale, una aggressione alla Sanità Pubblica, come già se ne sono registrate molte in Lombardia e sotto i colpi delle quali il SSN sta infine vacillando.

Le liste d'attesa chilometriche, i privilegi concessi a poliambulatori e ospedali privati, lo smantellamento dei distretti, la programmata carenza dei medici, la concorrenza sleale delle assicurazioni, il depauperamento dell'assistenza territoriale... sono solo alcune delle politiche volte a dare in pasto il nostro Servizio Sanitario Nazionale ai privati. E sono molto concreti i rischi che anche la riforma prossima ventura vada in questa direzione.


Per riassumere, sabato 26 marzo io e altri 500 Medici di Famiglia lombardi manifestavamo per dire SI 

- alla figura centrale del medico di famiglia, come professionista pubblico con un ruolo fondamentale nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura del paziente.


ed esprimere i NO

- alla burocrazia che porta via moltissimo tempo per le visite.

- alla campagna denigratoria, di parte della stampa e persino del vicepresidente regionale e assessore al Welfare Letizia Moratti, che dichiara un nostro impegno lavorativo di solo poche ore alla settimana.  


Abbiamo inoltre ribadito che:

- entro 5 anni il 40% dei cittadini sarà senza medico di fiducia e sarà costretto a ricorrere a prestazioni private pagando di tasca propria.

- Regione Lombardia ha approvato una riforma che si occuperà solo di edificare sul territorio strutture ambulatoriali, senza pensare a risolvere il vero problema della medicina territoriale che è la carenza di medici, promuovendo in sostanza la privatizzazione del SSN. 


Quella che ci attende è una battaglia molto complicata contro amministratori miopi e smaliziati. Noi medici abbiamo bisogno di far conoscere all'opinione pubblica quanto sta accadendo ed è per questo che è fondamentale che ogni paziente prenda coscienza della posta in palio, nell'interesse di tutti noi. 

Restate vigili e sintonizzati!










Molti giornali hanno parlato di noi:

Corriere della Sera

Repubblica

Il Giorno

Ansa

Milano Today



lunedì 7 marzo 2022

Un'iniziativa importante


***** ATTENZIONE: A CAUSA DELL'ALTO NUMERO DI PARTECIPANTI PREVISTO, LA MANIFESTAZIONE E' STATA SPOSTATA IN PIAZZA DUCA D'AOSTA (presso la Grande Mela di fronte alla Stazione Centrale) *****


Cara/o paziente,

oltre che con i colleghi del territorio, sono costantemente in contatto con un gruppo di colleghi di Milano e di altre province lombarde. Insieme ad alcuni di loro è nato un movimento di protesta, asindacale e apartitico che a Milano ha raccolto oltre 600 firme intorno a una lettera di protesta contro alcune difficoltà che affliggono il nostro lavoro di Medici di Medicina Generale e che inevitabilmente si riflettono in maniera negativa sull'assistenza al paziente.

Non ci siamo fermati qui: abbiamo elaborato un documento con proposte concrete e l'abbiamo portato all'attenzione dei nostri dirigenti in ATS l'11 febbraio scorso. Alcuni di noi sono stati inoltre ricevuti in Regione in un'audizione in commissione sanità il 23 febbraio. Nonostante questo, parte dei media e lo stesso assessore Letizia Moratti, ancora sostengono (o fingono di sostenere) che le problematiche della medicina territoriale siano da ricondurre al fatto che i medici di famiglia lavorino poco.

Siamo consapevoli che sarà molto difficile cambiare una deriva che è specchio dei nostri tempi e che è guidata da interessi e decisioni che passano sopra le nostre teste. Tuttavia crediamo che sia possibile fare un po' di pressione, affinché qualcosa possa migliorare.

Abbiamo pertanto organizzato una manifestazione per sabato 26 marzo, presso il palazzo della Regione a Milano, alla quale la invitiamo a partecipare.

Qui sotto trova il volantino condiviso e da me rivisto e impaginato allo scopo di divulgare e far meglio comprendere l'evento ai pazienti che vorranno sostenerci con la loro presenza.

La ringrazio anche solo per l'attenzione che ci ha dedicato.






domenica 27 febbraio 2022

 Sciopero nazionale dei Medici di Medicina Generale


Gentili Pazienti,

in occasione dello sciopero nazionale dei Medici di Medicina Generale, l'ambulatorio rimarrà chiuso nei giorni 1 e 2 marzo 2022.


In estrema sintesi, i motivi dello sciopero sono i seguenti:

1- Mancato riconoscimento di una dignitosa indennità economica ai familiari dei 369 medici che, nell'assistere i propri pazienti pur senza protezioni adeguate, hanno pagato con la vita.

2- Burocrazia opprimente che sottrae troppo tempo alla parte clinica.

3- Per le parole false che va ripetendo l'assessore Moratti. Per rendersi conto dell'impegno della maggioranza dei medici di famiglia, basterebbe trascorrere una giornata con uno di noi oppure consultare i tabulati degli orari di risposta telematica o invio di ricette tramite il sistema informatico regionale.

4- Enorme carenza di medici. Le condizioni imposte a questo lavoro stanno portando a demotivare i giovani laureati e a togliere la passione ai medici esperti: in Lombardia sono già troppi i pazienti senza medico e se ne aggiungeranno ben presto moltissimi altri. Parecchi di voi dovranno per forza di cose rinunciare al rapporto fiduciario col proprio medico e/o ricorrere al privato.

5- E' alle porte una riforma della medicina territoriale che, semplificando, pensa più ai contenitori che ai contenuti e non sembra concentrarsi sui veri problemi della medicina territoriale, proseguendo piuttosto nella spinta verso la privatizzazione del SSN.


Mi rendo conto che questi temi siano infinitamente meno importanti rispetto a quanto sta accadendo in Ucraina e all'angoscia di questo periodo storico, ma rimangono questioni rilevanti per le quali credo sia doveroso spendersi.



Per la mattina del 26 marzo, un sabato, stiamo organizzando una manifestazione davanti al palazzo della Regione. Sarebbe fantastica la partecipazione di noi/voi tutti.


Sempre sulle motivazioni dello sciopero, a questa pagina è possibile leggere la testimonianza di una collega di Segrate.



domenica 2 gennaio 2022

Indicazioni operative per soggetti positivi a Covid19 o per i contatti stretti di caso positivo

Aggiornato il 10 febbraio


La figura qui sotto riassume le attuali modalità e i tempi di isolamento (per i positivi) e quarantena (per i contatti).


Per attestare ufficialmente la positività occorre che il tampone sia stato eseguito da una struttura o da un professionista riconosciuti (punti tampone pubblici o privati, farmacie, medico di famiglia). 
I test "fai da te" oltre che sconsigliati, non vengono tracciati. Occorre quindi ripetere l'esame presso uno dei suddetti operatori.

- Una volta attestata la positività, il centro trasmetterà l'informazione alla ATS che, con una latenza variabile anche di diversi giorni, invierà l'attestazione di isolamento* con le tempistiche e le indicazioni per l'isolamento e per l'esecuzione del tampone di guarigione (che può essere sia molecolare che antigenico).
Allo stesso modo, ATS invierà un SMS attraverso il quale segnalare i propri contatti stretti.

- I contatti stretti non vaccinati o vaccinati con due dosi da più di 120 giorni, dovranno rispettare una quarantena di 5 giorni, eseguendo un tampone finale presso le farmacie o il proprio medico curante.

La figura sottostante riassume le regole per l'accesso ai punti tampone. Oltre a questi si può fare riferimento alle farmacie.




Quale allora il ruolo del Medico di Famiglia? Quando contattarlo?

- il ruolo principale è quello di gestire la parte clinica della malattia.
- può agevolare la diagnosi nei pazienti sintomatici, attraverso l'esecuzione diretta del primo tampone (ho recentemente acquistato ulteriori tamponi).
- in fase di diagnosi, se ritenuto opportuno, può redigere ricetta per effettuare il primo tampone molecolare. Tranne in rari casi, è tuttavia preferibile eseguire un tampone antigenico dal medico stesso o in farmacia per praticità e per evitare lunghe code e imprevisti. Il tampone antigenico, se effettuato nella corretta finestra temporale, ha una elevata sensibilità per cariche virali elevate o intermedie.
- può eseguire il tampone di guarigione ai soggetti positivi e il tampone di fine quarantena per i contatti di caso.
- in Lombardia, non ha alcun ruolo nell'attestazione dell'isolamento, nell'esecuzione del tampone di guarigione, nella gestione dei contatti di caso, nella generazione del green pass.



giovedì 23 dicembre 2021

 Covid19: situazione e festività

Aggiornamento del 23 dicembre


In questi mesi abbiamo imparato una cosa: la situazione può cambiare repentinamente e può accadere che quanto si riteneva affidabile un mese fa, risulti ora più incerto.

Nelle ultime due settimane noi Medici di Famiglia del territorio abbiamo rilevato un netto aumento dei casi di Covid19, seppur a fronte di una percentuale limitata di malattia moderata/grave (nella stragrande maggioranza si tratta di persone non vaccinate).

Ad infettarsi sono molto spesso i bambini (non vaccinati) che a loro volta portano il virus nelle famiglie. Gli anziani, vuoi per le maggior cautele, vuoi probabilmente perchè generalmente protetti con la terza dose, si infettano molto meno.

Pur non avendone certezza, è possibile che parte dell'aumento dei casi sia attribuibile alla variante Omicron, di cui ancora non conosciamo le reali caratteristiche: a fronte di una contagiosità maggiore di Delta non è ancora dimostrato che comporti una malattia meno grave. Le due dosi di vaccino sembrano poco protettive nei confronti del contagio (lo sono molto di più riguardo alla malattia grave). La terza dose sembra invece garantire una buona protezione sia per la malattia severa che nei confronti del contagio da Omicron.


In questo periodo di festa e di riunioni familiari, si è spesso timorosi di incorrere in una positività, fino a scadere talvolta nella fobia. Quando può essere utile effettuare un tampone?* In tre casi principalmente:

- Se si hanno sintomi sospetti (previo consulto del Medico).

- Se si è avuto un contatto con un soggetto positivo. Sarebbero da eseguire non prima di 72h in caso di contatto a basso rischio; in caso di contatto stretto è prevista la quarantena e l'esecuzione del tampone dopo 7-10 giorni per concludere l'isolamento.

- In vista di un incontro con numerose altre persone, magari fragili (solo per persone non vaccinate con III dose).


E' bene ricordare che i tamponi antigenici (rapidi) possono risultare falsamente negativi nel 30% circa dei casi (se eseguito con le corrette tempistiche, altrimenti anche in percentuale molto maggiore) e sono operatore dipendenti. Per questo motivo e perchè non sono tracciati, è meglio evitare il "fai da te".

I tamponi molecolari hanno una sensibilità molto alta, prossima al 99%, ma sono meno accessibili e più costosi. Andrebbero riservati a soggetti con maggior possibilità di risultare positivi o ad altri casi specifici su indicazione del Medico.


Alla luce di quanto esposto, è comprensibile come rimangano prioritari lo scrupoloso rispetto delle norme comportamentali e la vaccinazione (III dose dopo 5 mesi dalla II o dalla malattia).

Ed è importante, e sicuro!, vaccinare anche i bambini dai 5 agli 11 anni. In primis per loro stessi, secondariamente per i loro nonni e per tutti.


Con l'occasione auguro ai sigg. pazienti un sereno Natale e un 2022 in salute.



*



martedì 7 dicembre 2021

Covid19, un sintetico punto della situazione


Rispetto allo scorso anno e nonostante le minori restrizioni e la circolazione di varianti più contagiose di quella originaria (es. Delta), i numeri del Covid sono molto più gestibili e le terapie intensive molto meno sovraccaricate:

Italia, 6 dicembre 2020: 18887 casi, 564 decessi

Italia, 6 dicembre 2021: 9503 casi, 92 decessi


La ragione principale è che i vaccini sono molto efficaci nel prevenire la malattia grave e parzialmente efficaci sulla prevenzione del contagio.

Nonostante questo, è lecito chiedersi come mai i casi siano in aumento. Questo articolo, a mio avviso, risponde molto bene alla domanda.



EMA e AIFA hanno dato l'autorizzazione alla vaccinazione dei bambini tra i 5 e gli 11 anni. Significa che sulla base dei dati in nostro possesso (studi preliminare effettuati su circa 3000 bambini; esperienza nella vita reale su 3 milioni di bambini vaccinati negli USA), i benefici della vaccinazione sui bambini superano nettamente i rischi.

Dal 16 di dicembre dovrebbe essere possibile vaccinare anche questa fascia d'età. Buone motivazioni per vaccinare i propri figli sono spiegate in quest'altro articolo.


Tra il 10% di persone che non si sono ancora vaccinate, alcune sono molto spaventate dagli effetti collaterali dei vaccini.

Le sospette* reazioni avverse dei vaccini Covid19, che si esplicano tendenzialmente entro 15 giorni dalla somministrazione (le reazioni avverse a lungo termine sono molto difficilmente valutabili, d'altra parte come per qualsiasi farmaco), sono descritte nel rapporto AIFA di fine settembre.


Il tasso di segnalazione di reazioni avverse gravi è di 17 ogni 100.000 dosi somministrate (cfr pag 11).

Delle segnalazioni di reazioni avverse, la figura sottostante ne mostra l'esito al momento della segnalazione. Ad esempio un quarto delle possibili reazioni avverse gravi si erano risolte completamente al momento della segnalazione e un altro 25% era in miglioramento.


* si rammenta che una segnalazione di reazione avversa al vaccino non significa che vi sia automaticamente un nesso di causalità col vaccino stesso. In altre parole la relazione è possibile, ma non certa, va accuratamente studiata.